Quando una malattia importante entra nella vita — la propria o quella di una persona cara — cambia tutto: le abitudini, i progetti, il rapporto con il corpo, le relazioni. Accanto alle cure mediche, anche la dimensione psicologica ha bisogno di attenzione: non perché soffrire sia sbagliato, ma perché nessuno dovrebbe attraversare questo percorso sentendosi solo.
Che cosa può fare il sostegno psicologico
Il supporto psicologico non cura la malattia: aiuta a viverla. Significa avere uno spazio in cui esprimere paure, rabbia e stanchezza senza doversi mostrare per forza forti; imparare a gestire l’ansia legata a esami e terapie; ritrovare un senso di controllo dove sembra tutto deciso da altri; e riorganizzare la vita e le relazioni attorno a una condizione che non si è scelta.
Anche per chi assiste: il carico dei familiari
Spesso chi sta accanto a una persona malata — il partner, un figlio, un genitore — porta un peso enorme e invisibile: la fatica fisica, il senso di impotenza, la colpa di concedersi un momento per sé. Anche per i familiari e i caregiver uno spazio psicologico dedicato può fare una differenza concreta, per sé stessi e per la qualità della relazione con chi è malato.
Come lavoro
Ogni percorso è cucito su misura sulla persona, sui suoi obiettivi e sul momento che sta attraversando: non esistono protocolli uguali per tutti. Nella cornice della terapia breve interazionista lavoriamo su ciò che serve ora — gestire l’ansia, comunicare con i medici o con la famiglia, ritrovare energie. Quando è utile per la persona, integro nel percorso metodiche ipnotiche ericksoniane, utili anche nella gestione del dolore e delle tensioni legate alle cure.
In studio a Bergamo o online
Ricevo su appuntamento in studio a Bergamo (Via Ghislandi / Passaggio del Calepino 4) e online con Google Meet o WhatsApp — una modalità particolarmente comoda quando gli spostamenti sono faticosi. Scrivimi a darostania@gmail.com o chiama il 328 465 5918.
