Buona domenica!
Settembre si avvicina, e con lui la sessione d’esami. Se studi (o se in casa hai qualcuno che studia), conosci la scena: il libro aperto, lo stomaco chiuso all’idea dell’appello, la mente che frulla così freneticamente da non riuscire realmente a concentrarsi, la tentazione di rimandare “per prepararsi meglio” — e quel terrore che gira in tondo: “E se faccio scena muta?”.
L’ansia da esame ha un trucco che vale la pena smascherare: trasforma una prova in un processo. Non stai più rispondendo a domande di diritto privato o di anatomia — stai difendendo il tuo valore come persona. È questo terribile incantesimo (“Se vado male, valgo poco”) a rendere la posta insostenibile. E porta con sé una tentata soluzione insidiosa: rimandare l’appello. Sul momento dà un sollievo enorme, ma la verità è che alla lunga finisce per insinuare l’idea che l’esame sia davvero un pericolo “da cui scappare”mortale”, nel senso che lo vivamo come se ne andasse della nostra vita, perché in fondo è così se lo viviamo come identità, fonte di valore, di amore, di un posto nel mondo. E così la paura cresce. Un voto misura una prestazione in un giorno specifico. Non misura l’intelligenza, non misura il futuro, non misura chi sei.
🌱 L’esperienza della settimana
Tre mosse concrete per chi ha un esame all’orizzonte:
1) Allenati nella condizione reale — all’esame orale all’inizio sarai così agitato da non riuscire a pensare? Impara l’inizio a memoria: solo l’inizio, le prime due frasi. Ilo giorno dell’esame ti servirà a guadagnare tempo per poter rimodulare il respiro e l’emozione, e poi riprendere a pensare e quindi a rispondere bene.
2) Fatti la peggiore fantasia fino in fondo: “Se va male, cosa succede davvero?” Ripeti l’appello. Spiacevole, non catastrofico. Dirselo per iscritto ridimensiona.
3) La sera prima, chiudi — il ripasso notturno nutre l’ansia, non la memoria: il cervello consolida dormendo, e passare la notte in banco ti renderò soloo meno lucido.
Una domanda per la settimana: sto studiando per imparare — o per dimostrare qualcosa? E a chi?
A domenica prossima,
un caro saluto 🌼
P.S. Quando l’ansia da esame diventa paralizzante — appelli saltati a catena, attacchi di panico — lavorarci con un percorso breve può sbloccare molto: qui trovi la pagina su ansia e panico.


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