Non era “solo” un cane 🐾

Buona domenica!

Oggi tocco un tema delicato, di cui si parla poco: il dolore per la perdita di un animale. Chi lo ha vissuto lo sa — può essere un dolore profondo, vero, che toglie il fiato. Eppure attorno a questo lutto aleggia spesso una frase terribile: “era solo un cane”, “era solo un gatto”. Come se l’amore avesse bisogno di un pedigree per contare.

Gli psicologi lo chiamano “lutto non riconosciuto”: una perdita reale che il mondo attorno non autorizza a piangere. E così, al dolore, si aggiunge la vergogna del dolore — ci si sente “esagerati”, si soffre di nascosto. Ma un animale non è “solo” niente: è una presenza quotidiana, un rituale di gioia al rientro a casa, un affetto senza condizioni, a volte il testimone silenzioso di interi capitoli della nostra vita. Quando se ne va, se ne va tutto questo. È normale che faccia male. È giusto dargli il tempo e lo spazio che merita.

🌱 L’esperienza della settimana

Se hai perso un animale — di recente o anche anni fa — regalati un piccolo rito di memoria: scegli una foto, scrivi due righe su ciò che ti ha insegnato o regalato, oppure racconta a qualcuno un episodio buffo che vi riguardava. I riti non servono a chiudere: servono a dare al legame un posto dove abitare. E se qualcuno vicino a te sta vivendo questa perdita, questa settimana prova a sostituire “era solo un…” con una domanda: “com’era? raccontami di lui”.

Una domanda per la settimana: che cosa mi ha lasciato, che è ancora qui con me?

A domenica prossima,
un caro saluto 🌼

P.S. Quando un lutto — di qualunque forma — resta bloccato e la vita fatica a ripartire, chiedere aiuto è legittimo: qui trovi la pagina dedicata all’elaborazione del lutto.


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